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27 Giugno 2023

2030: Obiettivo Ecodesign

Nel precedente articolo abbiamo fatto accenno alla proposta di Regolamento Europeo che vede nel 2030 l’orizzonte temporale per rendere i tessili pienamente sostenibili.  Una proposta che riguarda l’industry a 360° e che la coinvolge a vari livelli: dalla supply chain al prodotto, arrivando alla comunicazione.

Ci siamo soffermati sul concetto di qualità dei prodotti tessili e abbiamo accennato all’introduzione di requisiti minimi obbligatori, che dovranno essere garantiti per legge. Non è un segreto che siano proprio i difetti di qualità ad essere tra i principali motivi che spingono i consumatori a disfarsi dei prodotti tessili.

 

Ma quali sono i difetti di qualità più “sentiti dai consumatori”?

Quali i motivi che li portano a sostituire i loro capi?

Che cosa rende, quindi, un capo meno “durevole”?

 

*Un’indagine nell’ambito del progetto Interreg ECY-TWIN (progetto ECY-TWIN, 2021) e un’altra condotta da

Le Relais (Lerelais, 2021) indicano che, se consideriamo una T-shirt, i motivi che portano all’abbandono del capo sono, principalmente (qui in ordine di importanza):

  • cambio di colore
  • scarico del colore
  • ingiallimento (principalmente legato al bianco)
  • formazione di fori, lacerazione del tessuto
  • deformazione del capo
  • deterioramento degli elementi di personalizzazione (ad es. stampe, ricami)
  • rottura delle cuciture
  • macchie permanenti e cattivo odore permanente

 

È strategico per le aziende considerare questo tipo di evidenze valutando la possibilità di rivedere la progettazione, oltre che la realizzazione del prodotto con l’obiettivo di assicurare ai consumatori una maggiore durabilità dei capi e, in generale, dei tessuti.

Il ruolo del consumatore/acquirente è destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni. Le organizzazioni e le aziende si troveranno ad interloquire con persone sempre più preparate che si muoveranno sulla base di esigenze e conoscenze specifiche.

Avanzare con l’obiettivo di assicurare una maggiore durabilità dei capi implica la volontà dell’azienda di affrontare molte delle tematiche collegate a quello che definiamo “ECO-DESIGN”.

L’ecodesign è un approccio che mira a integrare i principi di sostenibilità ambientale nel processo di progettazione di prodotti, servizi e sistemi. L’obiettivo dell’ecodesign è quello di ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla sua concezione e produzione fino allo smaltimento.

L’ecodesign basa su tre pilastri principali:

  1. Minimizzazione dell’impatto ambientale: l’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale dei prodotti. Per farlo è necessario mettere in atto precise strategie come, ad esempio, l’ottimizzazione dell’efficienza energetica, la riduzione dell’uso di materiali tossici o non riciclabili, l’estensione della durata di vita del prodotto e la facilitazione del riciclo o del riutilizzo.
  2. Ciclo di vita del prodotto: l’ecodesign considera l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla sua fase di progettazione fino al suo smaltimento. Ciò include l’analisi degli impatti ambientali derivanti dalle materie prime utilizzate, dal processo produttivo, dall’utilizzo del prodotto stesso e dalla sua fine. L’obiettivo è minimizzare l’impatto complessivo e promuovere la sostenibilità in ogni fase.
  3. Approccio sistemico: l’ecodesign adotta, by default, un approccio sistemico; considera infatti il prodotto all’interno di un sistema più ampio. Ciò implica l’analisi dei flussi di materiali e energia, l’ottimizzazione dei processi di produzione e logistica, nonché l’identificazione delle possibili sinergie con altri prodotti o servizi. Inoltre, l’ecodesign considera gli aspetti sociali ed economici, mettendoli in equilibrio con la sostenibilità ambientale.

Per realizzare prodotti che rispondano a questi cardini è necessario schierare in modo congiunto diverse discipline: design, ingegneria, esperti di materiali, scienziati (tra cui chimici e fisici!), esperti di politiche aziendali e, non per ultimi, i consumatori.

Un approccio basato sull’ecodesign offre numerosi vantaggi alle aziende che lo adottino: tra tutti, e a tendere, la riduzione dei costi operativi, l’aumento della competitività, la riduzione dei rischi legati alla regolamentazione ambientale e l’ottenimento di un vantaggio reputazionale. Inoltre, l’ecodesign contribuisce a promuovere uno sviluppo sostenibile, riducendo l’uso delle risorse naturali, l’inquinamento e l’impatto – anche sul clima!

L’ecodesign è senza dubbio un approccio strategico che permette alle aziende di integrare la sostenibilità nella progettazione dei prodotti. Approcciare a questo tipo di proposta non è semplice, in prima battuta, ma i risultati sul medio termine impattano ogni ramo aziendale oltre che il sistema in senso ampio.

 

 

*Fonte: Ecodesign criteria for consumer textiles – Publication date: 13.12.2021